Brasile, la “legge della devastazione” 2159/2021 ora minaccia l’Amazzonia (e il clima globale)

a tractor with a tractor loader in the dirt
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Un presidente isolato

La norma, nota come 2.159/2021 e già ribattezzata dagli ambientalisti “Legge della Devastazione”, rivede il sistema delle autorizzazioni ambientali. Tra le novità più discusse c’è la possibilità per le imprese di autocertificare i propri progetti, riducendo il ruolo dei controlli esterni. Lula ha provato a porre veti parziali, ma il Congresso dove pesano gruppi vicini all’agroindustria ha respinto la maggior parte delle sue obiezioni. Il quadro politico che ne esce è chiaro: il presidente perde terreno e vede ridursi i margini di manovra.

Cosa cambia per la foresta

La legge alleggerisce le garanzie per i territori indigeni, semplifica l’avvio di opere agricole e infrastrutturali e smantella vincoli ecologici storici. Tradotto: si spalancano porte all’espansione di attività estrattive e coltivazioni su larga scala. Per chi vive nella foresta significa più tagli, più incendi, più pressione sulle specie e sui fiumi che sostengono intere comunità.

Conseguenze ambientali e climatiche

L’Amazzonia non è solo un patrimonio brasiliano: è un elemento chiave del sistema climatico globale. Perdere copertura forestale vuol dire rilasciare carbonio nell’atmosfera e ridurre la capacità di assorbimento del pianeta. La biodiversità, già fragile, rischia di subire danni difficili da invertire. In termini pratici, questo rende più arduo rispettare gli impegni climatici presi a livello internazionale.

Reazioni e tensioni

Tra promesse e realtà

Le organizzazioni ambientaliste hanno parlato di scelta catastrofica; le comunità indigene denunciano la cancellazione di diritti e la minaccia alle loro terre. Anche partner internazionali hanno espresso preoccupazione, mettendo in dubbio la credibilità del Brasile come interlocutore nella lotta al cambiamento climatico. Sul piano interno, la decisione ha acuito lo scontro tra governo e opposizione e potrebbe alimentare proteste nelle regioni più colpite.

Lula aveva annunciato obiettivi ambiziosi, compresa la riduzione della deforestazione e la candidatura del Brasile a modello di transizione verde. Oggi quelle promesse si scontrano con la realtà parlamentare. La sfida per il presidente è doppia: trovare strumenti politici per arginare i danni e riconquistare fiducia a livello internazionale.

La legge approvata dal Parlamento segna una cesura significativa. Non è solo una questione nazionale: le scelte fatte qui avranno ripercussioni globali. Se l’Amazzonia dovesse perdere ulteriore copertura, le conseguenze si vedrebbero in termini di clima, biodiversità e stabilità sociale. Lula, messo in minoranza, dovrà cercare nuove strade per proteggere la foresta e dimostrare che gli impegni presi non erano solo parole. Anche semplici blog possono contribuire a tenere alta l’attenzione, come dimostrato durante la COP30 di Belém» . https://www.greenpeace.org/international/story/80006/peoples-cop-belems-legacy/

Frequently asked questions

Che cosa prevede la legge 2.159/2021 e perché è controversa ?

La legge 2.159/2021 semplifica le autorizzazioni ambientali e introduce l’autocertificazione per i progetti, riducendo i controlli indipendenti.

La norma modifica il sistema di licenze ambientali, alleggerisce vincoli ecologici e facilita l’avvio di opere agricole, estrattive e infrastrutturali. Questo significa meno verifiche esterne, procedure più rapide per le imprese e un aumento del rischio di interventi su aree sensibili, compresi territori forestali e zone ad alta biodiversità. Per questi motivi è stata definita dagli ambientalisti una misura che può accelerare la deforestazione e indebolire la tutela delle aree protette.

In che modo la legge può influire sui territori indigeni e sulla deforestazione ?

La legge riduce garanzie per i territori indigeni e può aumentare la perdita di copertura forestale.

Semplificando permessi e ampliando l’accesso a progetti agricoli ed estrattivi, la normativa espone le terre indigene a pressioni maggiori e aumenta il rischio di invasione, sfruttamento e conflitti. Sul piano climatico, una maggiore deforestazione comporta emissioni di CO₂ più alte e una perdita di capacità di assorbimento del carbonio, con impatti locali e globali sulla biodiversità e sugli obiettivi climatici internazionali.

Quali strumenti restano a Lula e alla comunità internazionale per arginare i danni ?

Azioni politiche interne, ricorsi legali e pressioni diplomatiche e commerciali possono limitare gli effetti negativi.

Il governo può usare veti mirati, decreti esecutivi, rafforzare le agenzie di controllo e sostenere programmi di monitoraggio satellitare e protezione delle comunità locali. A livello internazionale, partner e mercati possono esercitare pressione tramite clausole commerciali, sanzioni mirate o incentivi per pratiche sostenibili. La mobilitazione delle ONG, delle comunità indigene e dell’opinione pubblica resta cruciale per mantenere alta l’attenzione e creare costi politici ed economici per chi favorisce la deforestazione.